Tuderi rosso 2005 Tenute Dettori

Avevo raccontato qualche giorno fà di una “simpatica” esperienza capitatami a proposito di vini cosidetti naturali, aldilà di tutto, và detto che questa tipologia di vini riscuote sempre maggior successo e si infoltisce sempre più la schiera dei suoi estimatori, persone generalmente attente alla salubrità dei prodotti ingurgitati ma non solo, i sostenitori dei vini naturali lo sono perchè quei vini sono innanzitutto buoni, a volte sono straordinari ed altre volte meno ma è proprio questa una delle particolarità che tanto piace alla gente, i vini sono tutt’altro che standardizzati.

Il non utilizzo di veleni in vigna, l’utilizzo dei soli lieviti autoctoni, nessuna filtrazione nè chiarifica rende unici questi vini, diversi annata per annata e spesso una bottiglia dall’altra (della stessa etichetta!). La natura che fà il suo corso, ecco perchè a volte ci propina prodotti eccelsi altre volte meno, certo è che ci vuole coraggio a fare una scelta del genere poichè và chiaramente a discapito delle regole dei mercati che vorrebbero una qualità  costante nel tempo (vini coca cola).

Dettori è un’azienda sarda con al timone Alessandro, il quale ha scelto il rispetto assoluto della sua terra sposando in pieno la filosofia naturalista, a costo di non inquinare le sue terre con veleni chimici, lascia che nell’annata 2008, a causa della peronospora, riesca a imbottigliare a malapena 2.000 bottiglie. A livello economico una tragedia per un’azienda, ma di certo un forte segnale di coerenza e coraggio verso i consumatori dei suoi vini.

Tuderi Rosso è un vino prodotto da uve Cannonau in purezza da vigneti a bassissima resa quantitativa a cui corriponde grande concentrazione di aromi e sapidità. Dal colore rosso quasi trasparente, al naso sprigiona aromi di amarene in confettura a cui si affiancano profumi di erbe aromatiche, crosta di pane e chiodi di garofano. All’assaggio risulta imponente emorbido, dotato di ottima freschezza, tannini ottimamente integrati carezzano il palato e pian piano scompaiono lasciando il posto ad un finale tanto sapido quanto unico.

[Crediti | Foto: senzapanna]

I vini Naturali hanno creato dei mostri, almeno uno è sicuro

Nell’ultimo periodo si fà un gran parlare dei vini naturali per diverse ragioni, per alcuni una moda, per altri uno stile di vita, per altri ancora una fissazione che porta ad attacchi di panico e isterismo con allucinazioni e pensieri catastrofisti.

Quella che segue è una conversazione realmente avvenuta pochi giorni fà tra il sottoscritto ed un cliente di cui riporto le parole testuali:

Cliente – “Ottimo questo bianco, ma volevo sapere se avete dei rossi di Basilicata senza solfiti…”

Io – “Guardi, che io sappia, tra gli imbottigliatori lucani non c’è nessuno che produca vini senza l’aggiunta di solfiti, se le interessano vini di quella tipologia abbiamo diverse etichette Triple A, i cosidetti vini Naturali, ma nessuno di questi è lucano”

Cliente – “Ma come non ci sono? ne conosco diversi…( sbruffone mode on)”

Io – “Se me ne indica qualcuna ve ne sarei grato, mi interessano”

Cliente – “ce ne sono, ce ne sono…”

Io – “a me non risultano, me ne basterebbe una, visto che lei ne conosce diverse, me ne indichi una”

Cliente – “…e quel bianco che mi ha fatto assaggiare…?”

Io – “le è piaciuto? è prodotto da uve da agricoltura biologica, inoltre è una delle poche in Puglia ad avere in cantina l’ossimetro, uno strumento che serve a misurare la quantità di ossigeno che è entrata in contatto con il vino durante le varie fasi di vinificazione, per cui l’azienda è in grado, di aggiungere solfiti nella dose minima indispensabile a proteggere il vino a differenza di chi non è dotato di questo strumento che è costretto ad abbondare per mettersi al sicuro non avendo alcun controllo sull’ossigeno…”

Cliente – “la dose giusta per far venire il cancro…”

Io – (grattatina scaramantica) “Va beh, mi scusi ma abbiamo del lavoro da fare, buona serata”

Naturalista convinto rinc….to in generale non lo sò, ma mi auguro sia un caso sporadico, voi ne conoscete altri di casi così gravi?

Semplicemente Pasta, quella Vera.

Quale italiano non ha mai mangiato la pasta? Domanda che potrebbe sembrare sciocca, eppure sono certo che non tutti, o forse addirittura in pochi hano assaporato una pasta Vera, una pasta che ha un sapore, una pasta che sà di grano e di campagne, uno di quei prodotti che anche con un condimento povero di sapidità rende straordinario il piatto.

La Pasta di cui parlo non è quella dell’Iper o del Super da 0,50 cent. a confezione, no, la pasta non è quella prodotta con i grani a bassissimo costo provenienti dalla Russia o dall’Australia stivati in container per mesi durante i quali si svilupano micotossine cancerogene, non è quella prodotta miscelando grani scadentissimi a cui vengono aggiunte bassissime percentuali di grani italiani acquistati per pochi spiccioli da agricoltori “strozzati” dai grandi marchi, e non è neanche quella ottenuta da trafile in plastica e da essiccazioni rapide ad altissime temperature che ne compromettono quanto di buono cè (poco a dir la verità), quella è qualcosa di commestibile seppur dannosa per la salute, insipida ma economica (almeno quello!).

Una signora pasta non ha nulla a che vedere con quella appena descritta, prendete per esempio un’ottima pasta di Gragnano o la pasta Verrigni per esempio, scoprirete un mondo nuovo, scoprirete di non aver mai mangiato Pasta.

Un’ottima pasta di Gragnano IGP come può essere quella di Gentile o del Pastificio dei Campi è in grado di regalare emozioni intense all’assaggio anche a chi non è un raffinato gourmet. Pasta Artigianale (si, proprio realizzata a mano vedi i fusilli a mano di Gentile), prodotta da semola di grano duro di altissima qualità proveniente dal Tavoliere delle Puglie (culla del grano duro italiano di qualità), con formati lavorati a mano o trafilati al bronzo ed essiccati a bassissima temperatura e con tempi molto lunghi, tutte queste componenti insieme danno vita ad una Pasta dal profumo che evoca campi di grano, campagne assolate e incontaminate, una Pasta con il profumo del Grano, dal sapore straordinario che conserva una grande sapidità intrinseca, eccellente tenacia e porosità, una pasta che definirei “carnosa”.

Un’esperienza che vi invito a fare almeno una volta, in un attimo vi renderete conto che quello che avete sino ad oggi ingurgitato era tutt’altro che Pasta.

[Crediti | Video: Gazzetta Gastronomica evento ‘A Pasta]