Carne Wagyu-Kobe, la più lussuosa e costosa del mondo

Dopo aver a lungo parlato del prosciutto patanegra, definito come migliore al mondo, oggi passiamo all’una carne di lusso, il Wagyu-Kobe.

Tale carne è riservata generalmente ad una tipologia di persone avvezze ad un tipo di carne dall’aspetto marmorizzato, contenente quindi molte venature di grasso definito buono.

Carne Waguy-Kove, può costare fino a 1.000 euro al chilo

Carne Waguy-Kove, può costare fino a 1.000 euro al chilo

Queste venature di grasso, forniscono tenerezza alla carne e non assorbono elevate quantità di colesterolo, al contrario di molte altre carni comuni. Queste venature di grasso definite grasso buono, contengono grassi polinsaturi che a parere dei medici non sono dannosi per la salute. Certo che ogni eccesso avrà una conseguenza. Grazie a queste caratteristiche e proprietà nutritive, questa carne di una produzione del Kobe beef, viene spesso accostata ad un prodotto vegetale piuttosto che animale in quanto appunto, possiede pochi grassi saturi e molti grassi buoni, polinsaturi.

Alcuni studi effettuati dalla facoltà di medicina veterinaria di Bologna intorno al 2010, hanno mostrato come carni marmorizzate tipo il Wagyu-Kobe, ogni 100 grammi possiedono 48 mg di grassi saturi ovvero meno buoni ( rispetto al maiale che ne possiede circa 67 mg). Generalmente, una carne di manzo magro possiede tra i 59 ed i 72 mg di grassi saturi, la carne di cavallo ne possiede 61 mg ogni 100 g.

Questa carne, era un tempo riservata a uomini in battaglia, cosiddetti forti, come ad esempio i guerrieri giapponesi ne assumevano prima di una eventuale battaglia. La tipologia di carne Kobe è veramente molto buona (proprio come sapore), magra e allo stesso tempo tenera. La sua tenerezza ed il sapore inconfondibile, vengono probabilmente dal modo in cui vengono foraggiati gli animali, che appunto ne determina tutte le migliori qualità, associata in seguito a dei massaggi sotto la pancia dell’animale con dei guanti di crine.

La carne di tipo Kobe nell’ultimo periodo ha contagiato anche il nostro stivale, l’obiettivo è quello di produrre carne di qualità e con proprietà nutrizionali identiche a quella della carne originale cobe che deriva da una razza specifica giapponese denominata Wagyu.

La tecnica di allevamento di questi animali prevede una selezione degli alimenti che possono essere assunti, coniugati con dei massaggi attraverso un apposito macchinario al fine di ottenere carni di alto valore qualitativo. Vi è un vero e proprio trattamento Beauty farm, che non fareste nemmeno a voi stessi. La carne di conseguenza diviene molto costosa ed è soprannominata il “caviale della carne”, da qui viene anche spesso chiamata “carne di lusso”.

Wagyu-Kobe beef, carne marmorizzata con venature di grasso buono

Wagyu-Kobe beef, carne marmorizzata con venature di grasso buono

Una chicca di queste allevamenti di carne kobe, è che gli animali vengono nutriti anche con la birra, per permettere di ingrassare più in fretta . Anche questo aiuta a rendere la carne più profumata, non solo, spesso questi animali vengono vestiti con abiti molto particolari ed il loro manto viene spazzolato con del vino di riso.

Quanto costa la carne Wagyu-Kobe?

Non esiste un prezzo preciso, quello che è certo è che in alcuni casi può arrivare a costare fino ai €1000 al kg. Più la carne è marmorizzata è più il suo prezzo sarà elevato. In italia, Esiste un allevamento di Manzi Kobe in lombardia.

Da cosa possiamo capire che siamo di fronte ad una carne come di qualità?

In primis, gli allevamenti di carne di tipo Kobe sono pochi e riconosciuti nel settore, una volta servita la carne cotta, un intenditore può accorgersi di essere di fronte ad una carne di reale qualità in quanto è possibile mangiarla senza l’utilizzo del coltello per tagliarla.

Pata Negra: ecco perchè è il prosciutto migliore del mondo

In Italia si producono alcuni tra i migliori prosciutti del mondo, ma il più grande di tutti, il più buono in assoluto è spagnolo, conosciuto dal grande pubblico come Pata Negra, il suo nome corretto è Jamón Iberico de Bellota.

Mettiamo da parte il campanilismo italiano, dinanzi a questo prosciutto non ci sono caz.. non ci sono paragoni che tengono, crudo di Parma, S. Daniele, Culatello di Zibello, sono diversi gradini sotto il Jamón Iberico de Bellota.

Prodotto da suini di razza iberica con mantello nero dalla caratteristica unghia dello zoccolo di colore nero, di qui Pata Negra. Da questi suini vengono prodotti diversi tipi di Jamón Iberico, a seconda del tipo di allevamento, alimentazione e stagionatura avranno una denominazione diversa. Quello con la denominazione Jamón Iberico de Bellota è il top.

I maiali le cui zampe posteriori diventeranno Jamón Iberico de Bellota sono allevati allo stato brado nei boschi e si nutrono essenzialmente di ghiande di quercia cadute dagli alberi e di poche altre risorse boschive (al massimo due maiali per ettaro garantisce la giusta quantità di ghiande per ognuno), gran parte del segreto è proprio qui, il resto è dato dalla macellazione fatta in modo da non causare stress per l’animale che innescherebe una serie di reazioni chimiche che comprometterebbero il sapore delle carni, infine, la lunga stagionatura (almeno 24 mesi sino a 48) chiude il cerchio.

Le ghiande di quercia sono ricchissime di acido oleico, la medesima sostanza di cui sono ricche le olive e di conseguenza l’olio extravergine di oliva. L’acido oleico contenuto nelle ghiande di cui sono ghiotti i suini iberici si ritroverà, poi, nel grasso del prosciutto che paradossalmente alla sua natura di grasso animale sarà chimicamente molto simile ad un grasso vegetale, ricco di colesterolo “buono”. La caratteristica concentrazione di acido oleico nel grasso che attornia il prosciutto determinerà, poi, a livello gustativo un’esperienza straordinaria, quel grasso color corallo si scioglie letteralmente in bocca.

Il prosciutto pata negra è un’incomparabile esperienza gusto-olfattiva che difficilmente si riesce a dimenticare, le sue carni di colore rosso intenso hanno un penetrante profumo di erbe di campo, il grasso è attorno alle carni ed alcune sottili fibre sono anche tra il rosso vivo della carne, un grasso straordinariamente sapido, un grasso che fonde letteralmente alla temperatura di 32-33° donando ancora maggiore sapidità al boccone, un sapore intenso, estremamente profondo e lungo, lunghissimo.

Da provare accompagnato con delle ottime bollicine, un’esperienza che manda in paradiso le papille gustative.

Foie Gras: la prelibatezza più odiata e contestata al mondo

Dubito esista un cibo più controverso, amato da molti, odiato e combattuto da altrettanti e così in tutto il mondo senza eccezioni. Due vere e proprie fazioni, i consumatori di cibi gourmet e gli animalisti più agguerriti, si perchè, il fegato grasso è l’unico prodotto in grado di suscitare due sentimenti così diversi e così contrapposti: amore e odio.

Ciò accade per due differenti ragioni, entrambe vere, tutto dipende da quale prevale in voi. Da una parte vi è la bontà del foie gras, la sua straordinaria delicatezza, la sua dolce scioglievolezza unita alla sua delicatissima dolcezza, dall’altra vi è il suo quantomeno “discutibile” metodo di produzione detto “Gavage” che consiste nell’alimentazione forzata degli animali (oche ed anatre) con cereali, ciò avviene per mezzo di una cannula infilata in bocca ai volatili, sino a giungere alla bocca dello stomaco, qualcosa di molto poco naturale.

Le oche e le anatre sono allevate a terra per i primi 3 mesi della loro vita, vivono all’aperto libere di muoversi e alimentarsi con mais ed altri cereali, per i successivi 2 mesi queste vengono alimentate forzatamente 4 volte al giorno, così che il grasso possa accumularsi nel fegato causando così una vera e propria steatosi epatica, solo quando il fegato degli animali si rende evidente ad occhio nudo, l’animale viene macellato ed il suo fegato lavorato per diventare uno dei cibi più pregiati del mondo.

Del foie gras esistono diverse tipologie e varianti, innanzitutto in base all’animale da cui è prodotto, si sviluppano caratteristiche differenti, quello di oca è più delicato e ritenuto più pregiato, quello di anatra ha, invece, un gusto più deciso e selvatico. Dipende dai gusti. Di ognuno dei due fegati, sono realizzati diversi prodotti:

  1. Il foie gras entier è una denominazione che la legge impone per i prodotti realizzati da uno o due pezzi di fegato interi, è certamente il più pregiato.
  2. Il bloc de foie gras è invece ottenuto ricompattando vari pezzettini di foie gras, i ritagli dei pezzi della versione entier, un pò come fosse un hamburger.
  3. Il bloc de foie gras avec morceaux è un bloc ricompattato con l’aggiunta di pezzi
  4. Mousse de foie gras è un’emulsione di foie gras min. 30% con altri fegati o materie grasse di altri animali.
  5. Patè de foie gras è anch’essa un’emulsione contenente almeno il 50% di foie gras, questo può essere al naturale o aromatizzato, al tartufo per esempio.
  6. Parfait de foie gras, come per il patè con la differenza che la percentuale minima di foie gras non può essere inferiore al 75%.

Il foie gras d’oie o de canard si presenta di color rosa pallido con venature gialle, morbidissimo, quasi gelatinoso, compatto e burroso. Delicatissimo e dolce quello d’oca, più penetrante al naso, più deciso e amarognolo in bocca quello di anatra.

Può essere gustato in diversi modi, scaloppato o utilizzato come ripieno per carni arrosto. Vi sono diverse ricette che lo vedono protagonista in elegantissimi dessert, ma il modo più semplice e forse più squisito per utilizzare il foie gras in ricette casalinghe è probabilmente quello di utilizzarlo per antipasti e aperitivi, servito semplicemente a fettine su dei pezzi di pane caldo o bruschettato, sia che si tratti di fegato grasso intero o bloc, se si parla di patè, invece, l’unica accortezza è quella di non spalmare il prodotto sul pane ma di poggiarlo sul pane senza strapazzarlo. Da abbinare a champagne o buoni spumanti metodo classico italiani anche se “la morte sua” è con vini passiti, sauternes o barsac, dolci ma non troppo.

Voi siete tra quelli che il foie gras lo amano o lo odiano? Lo idolatrate o lo combattete? Insomma, quando vi capita a tiro lo mangiate di gusto o lo schifate inorriditi?