Come coltivare il peperoncino in casa

I peperoncini piccanti appartengono alla famiglia delle “Solanacee”, genere “Capsicum”. Ciò che rende piccante il peperoncino è una sostanza contenuta all’interno detta “capsaicina”. La capsaicina, e quindi la piccantezza del peperoncino, viene misurata convenzionalmente con la Scala Scoville.

Peperoncino, raccolto di fine stagione: Bishop Crown, Jalapeno, Trinidad, Carolina, Habanero, Pimenta de Neyde

Peperoncino, raccolto di fine stagione: Bishop Crown, Jalapeno, Trinidad, Carolina, Habanero, Pimenta de Neyde

Esistono 5 principali tipologie di peperoncini:

  • Capsicum Chinense → All’interno di questa categoria rientrano tutti i peperoncini più piccanti al mondo (Es. Carolina Reaper, Trinidad Scorpion, Habanero ecc…)
  • Capsicum Annumm → Sono i peperoncini più diffusi, con una piccantezza medio bassa (Es. Jalapeno, Cayenna, Diavolicchio calabrese ecc…).
  • Capsicum Pubescens → Tipica del Sud America, caratterizzata da frutti con semi neri e piante molto resistenti al freddo e non tolleranti il gran caldo (Es. Rocoto ecc..)
  • Capsicum Frutescens → Frutti generalmente piccoli e piante molto produttive (Es. Tabasco, Bird’s eye ecc)
  • Capsicum Baccatum → Frutti medio piccanti e piante molto alte (Es. Aji Amarillo, Aji lemon, Bishop Crown ecc)
Peperoncino misto di Annumm: Jalapeno Yellow, Jalapeno Farmer Market Potato, Cayenna, Santillo, Calabrese

Peperoncino misto di Annumm: Jalapeno Yellow, Jalapeno Farmer Market Potato, Cayenna, Santillo, Calabrese

Geminazione del seme

A metà febbraio si inizia con:

  • Mettere in ammollo i semi (secchi) in acqua tiepida e camomilla per almeno 12h. Questo serve per ammorbidire l’esterno del seme, favorire la germinazione e disinfettarlo parzialmente per prevenire attacchi patogeni (funghi, muffe ecc…)
  • Fase della germinazione. 2 strade alternative:
    • Opzione 1 (consigliata): GERMBOX →Mettere i semi ammollati all’interno di un contenitore in plastica forato in alto posizionato sopra una fonte di calore costante (es. sopra un decoder della tv – NO un termosifone, troppo caldo). I semi vanno riposti in fila e disposti sopra carta assorbente che va tenuta costantemente umida (non inzuppata, altrimenti si creano muffe). L’ideale sarebbe mantenere una temperatura costante di 28/30 gradi con umidità dell’80%. I semi, a seconda della varietà, germineranno a partire dalle 48h successive fino a oltre 10giorni.
    • Opzione 2: Mettere i semi ammollati direttamente in un vasetto con terriccio, tenendo umida la superficie e mantenendo il vaso in un posto caldo ma non esposto direttamente alla luce solare.
  • Fase della semina. Anche qui, 2 strade alternative:
    • Opzione 1: Lasciar fare il suo corso alla natura. Mettere i semi germinati (se avete utilizzato la growbox) all’interno di un vasetto con un BUON terriccio da semina interrandoli di pochi millimetri sotto la superficie e mantenere la superficie umida, o continuare come si sta facendo se avete utilizzato l’opzione 2 sopra.
    • Opzione 2 (consigliata): GROWBOX → Sicuramente più impegnativo dell’opzione 1, consiste nella creazione di una “scatola” dove far crescere le nostre piantine nelle condizioni migliori, sempre all’interno di vasetti con un ottimo terriccio da semina. La Growbox consente di monitorare e migliorare le condizioni climatiche dove crescono le piantine, analizzando temperatura, umidità ecc…
Piante di peperoncino da coltivare in casa

Piante di peperoncino da coltivare in casa

Consigli sulla costruzione di una growbox: prendere una scatola di plastica (quelle in cui vi si conservano i vestiti per il cambio stagione) con un coperchio. Rivestire tutte le pareti interne della scatola con alluminio. Forare il coperchio e montarci delle lampadine (luce fredda, non calda, con un alto numero di Watt e di Lumen). Più sarà “forte” la luce, più le piante cresceranno bene e velocemente senza il rischio che esse “filino” (ossia che sviluppino un fusto molto alto e sottile alla ricerca di luce con il rischio che si spezzi facilmente).

  • Fase della crescita. Indipendentemente dalla strada utilizzata, se siete stati bravi, i peperoncini tireranno fuori per primi 2 cotiledoni (le prime due foglioline). Da questo momento in avanti, è opportuno diradare leggermente le innaffiature, in modo da stimolare lo sviluppo dell’apparato radicale della pianta. In particolare, bisognerà dare poca acqua quando il terriccio è già asciutto.

Alla comparsa della sesta foglia, circa, si può iniziare a somministrare un concime liquido per favorire la crescita, partendo da concimi a bassa concentrazione per non bruciare le piantine (come ad esempio il BIOGROW).

  • Quando le piantine avranno iniziato a crescere e le radici avranno riempito il vasetto in cui sono, si possono trapiantare in vasetti intermedi più grandi, utilizzando un terriccio maggiormente concentrato di elementi e si può iniziare l’esposizione diretta (sempre GRADUALE) alla luce del sole. Si può iniziare a somministrare sporadicamente un concime, liquido, granulare o fogliare, a più alta concentrazione di NPK.
  • Una volta che anche il nuovo vasetto sarà pieno di radici, sarà giunto il momento di trasferire la pianta nella sede definitiva, vaso definitivo o campo che sia.
  • Se si coltiva in vaso, importante NON mettere i sottovasi in quanto le piante di peperoncino non amano il ristagno dell’acqua. Importante sarebbe coprire la superficie del vaso con un materiale che rallenti il processo di evaporazione dell’acqua, come ad esempio delle palline di argilla espansa.
Peperoncino misto rosso: da sinistra il Trinidad Moruga, Naga Morich e Habanero Red

Peperoncino misto rosso: da sinistra il Trinidad Moruga, Naga Morich e Habanero Red

Consigli sparsi

  • Non abbondare troppo con le concimazioni e farle sempre graduale, partendo dalla dose minima consigliata.
  • È opportuno fare trattamenti preventivi alle piante contro l’attacco di funghi (spruzzando almeno 1 volta ogni 3 settimane del “verderame” (poltiglia bordolese) diluito in acqua, soprattutto alle foglie piu basse piu a contatto con il terreno, e contro l’attacco di parassiti (afidi, cocciniglia, mosca bianca ecc..). A questo fino preventivo si può utilizzare la via biologica (olio di neem, sapone di marsiglia, macerato di ortiche e aglio eccc…). Se invece la prevenzione non basta, e ci si trova un’infestazione di afidi o simili, è opportuno usare prodotti chimici naturali (come il piretro, se l’infestazione è all’inizio) o chimici (antiparassitari ecc…). Tali trattamenti vanno sempre fatti la sera, per evitare l’esposizione al sole nelle ore successive.
  • Volendo, si possono prelevare i semi dai peperoncini maturi, farli essiccare, conservarli in ambiente asciutto e seminarli l’anno successivo.
  • L’essiccazione dei peperoncini è opportuno avvenga con apposito essiccatore (o con forno ventilato a bassa temperatura). L’essicazione al sole non è ideale in quanto a rischio muffe. Fondamentale far essiccare bene i peperoncini (sono completamente secchi quando tra le dita si sbriciolano facilmente come delle patatine in busta), soprattutto se si è intenzionati a fare degli oli piccanti, in quanto l’eventuale presenza di residui di acqua espone al rischio botulino!
Peperoncino Carolina Reaper coltivato in casa. Il peperoncino più piccante al mondo

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Perchè il caviale costa così tanto? Come viene preparato?

Forse, anche prima di leggere questo articolo, vi sarete chiesti una volta nella vita, perché il caviale sia un cibo molto rinomato e soprattutto molto costoso.

Dovete inizialmente sapere che in passato non è sempre stato un alimento molto apprezzato, infatti, pare non abbia riscosso grande successo con Luigi XV, che non ha gradito un omaggio dallo Zar Pietro il Grande, che gli portò delle uova di storione. Nonostante questo insuccesso, i russi non si sono demoralizzati, Anzi hanno fatto fare al caviale Il giro del mondo per tutte le tavole.

Perché il caviale è così costoso, come viene raccolto e preparato

Perché il caviale è così costoso, come viene raccolto e preparato

Ma come nasce il caviale? Da dove viene?

Il caviale non è altro che il prodotto della lavorazione delle uova di storione. Il prodotto finale e anche noto come oro nero.
Pare che questo pesce, lo storione, fosse noto già ai tempi degli antichi romani, quando se ne gustava la carne, ma non si era mai fatto caso alle sue uova.

Quello che è più difficile, è la pesca dello storione e soprattutto la raccolta delle uova, è una procedura molto delicata.
Esistono in totale 24 specie differenti di storione, ma sono ben poche invece, quelle da cui si ricava il famoso oro nero. La specie di storione più conosciuta ma anche allo stesso tempo quella più rara, è quella del Beluga.

Le uova dello storione, vengono prelevate soltanto dopo che il pesce padre, è stato tramortito con un colpo al capo.
Da qui inizia la lavorazione delle uova, che vengono pulite, immerse nel sale ed infine si provvede al confezionamento.

Fra i più grandi produttori di caviale troviamo la Russia è l’Iran. In europa, abbiamo invece la Francia, che è al primo posto per la produzione di caviale in allevamento.
Purtroppo, Non tutti possono permettersi questa prelibatezza in quanto ha un costo veramente elevato.
Il caviale proveniente da allevamenti europei, ha un costo che si aggira sui €1440 al kg, mentre quello che si ricava dallo storione sopracitato, il Beluga iraniano, viaggia attorno ai €2100 al kg.

Come vengono mangiato e cucinato il caviale?

La degustazione delle uova di storione , ha una sua tradizione che ne consente di mantenere il sapore. Queste uova vengono adagiate sul ghiaccio e vengono mangiate da sole usando un cucchiaino, purché non d’argento, in quanto il metallo ne potrebbe modificare il sapore al palato punto il cucchiaio ideale è realizzato in madreperla.
Il caviale può essere mangiato in modi diversi, ad esempio in Russia viene gustato assieme alla vodka.

È molto semplice e rapido preparare un piatto di caviale:

  • due punti crostini di pane tostato
  • caviale freddo
  • uova sode
  • panna fresca o burro
  • erba cipollina
  • mezzo limone a capo vodka

La preparazione è molto rapida, occorre spalmare un velo di burro sul pane, porre il caviale, pezzetti di tuorlo di uovo ed albume, erba cipollina ed Appena qualche goccia di limone. Il piatto va accompagnato con della vodka ghiacciata!

Come cucinate voi il caviale? Fatecelo sapere con un commento qui sotto

Pata Negra: ecco perchè è il prosciutto migliore del mondo

In Italia si producono alcuni tra i migliori prosciutti del mondo, ma il più grande di tutti, il più buono in assoluto è spagnolo, conosciuto dal grande pubblico come Pata Negra, il suo nome corretto è Jamón Iberico de Bellota.

Mettiamo da parte il campanilismo italiano, dinanzi a questo prosciutto non ci sono caz.. non ci sono paragoni che tengono, crudo di Parma, S. Daniele, Culatello di Zibello, sono diversi gradini sotto il Jamón Iberico de Bellota.

Prodotto da suini di razza iberica con mantello nero dalla caratteristica unghia dello zoccolo di colore nero, di qui Pata Negra. Da questi suini vengono prodotti diversi tipi di Jamón Iberico, a seconda del tipo di allevamento, alimentazione e stagionatura avranno una denominazione diversa. Quello con la denominazione Jamón Iberico de Bellota è il top.

I maiali le cui zampe posteriori diventeranno Jamón Iberico de Bellota sono allevati allo stato brado nei boschi e si nutrono essenzialmente di ghiande di quercia cadute dagli alberi e di poche altre risorse boschive (al massimo due maiali per ettaro garantisce la giusta quantità di ghiande per ognuno), gran parte del segreto è proprio qui, il resto è dato dalla macellazione fatta in modo da non causare stress per l’animale che innescherebe una serie di reazioni chimiche che comprometterebbero il sapore delle carni, infine, la lunga stagionatura (almeno 24 mesi sino a 48) chiude il cerchio.

Le ghiande di quercia sono ricchissime di acido oleico, la medesima sostanza di cui sono ricche le olive e di conseguenza l’olio extravergine di oliva. L’acido oleico contenuto nelle ghiande di cui sono ghiotti i suini iberici si ritroverà, poi, nel grasso del prosciutto che paradossalmente alla sua natura di grasso animale sarà chimicamente molto simile ad un grasso vegetale, ricco di colesterolo “buono”. La caratteristica concentrazione di acido oleico nel grasso che attornia il prosciutto determinerà, poi, a livello gustativo un’esperienza straordinaria, quel grasso color corallo si scioglie letteralmente in bocca.

Il prosciutto pata negra è un’incomparabile esperienza gusto-olfattiva che difficilmente si riesce a dimenticare, le sue carni di colore rosso intenso hanno un penetrante profumo di erbe di campo, il grasso è attorno alle carni ed alcune sottili fibre sono anche tra il rosso vivo della carne, un grasso straordinariamente sapido, un grasso che fonde letteralmente alla temperatura di 32-33° donando ancora maggiore sapidità al boccone, un sapore intenso, estremamente profondo e lungo, lunghissimo.

Da provare accompagnato con delle ottime bollicine, un’esperienza che manda in paradiso le papille gustative.