Perchè il caviale costa così tanto? Come viene preparato?

Forse, anche prima di leggere questo articolo, vi sarete chiesti una volta nella vita, perché il caviale sia un cibo molto rinomato e soprattutto molto costoso.

Dovete inizialmente sapere che in passato non è sempre stato un alimento molto apprezzato, infatti, pare non abbia riscosso grande successo con Luigi XV, che non ha gradito un omaggio dallo Zar Pietro il Grande, che gli portò delle uova di storione. Nonostante questo insuccesso, i russi non si sono demoralizzati, Anzi hanno fatto fare al caviale Il giro del mondo per tutte le tavole.

Perché il caviale è così costoso, come viene raccolto e preparato

Perché il caviale è così costoso, come viene raccolto e preparato

Ma come nasce il caviale? Da dove viene?

Il caviale non è altro che il prodotto della lavorazione delle uova di storione. Il prodotto finale e anche noto come oro nero.
Pare che questo pesce, lo storione, fosse noto già ai tempi degli antichi romani, quando se ne gustava la carne, ma non si era mai fatto caso alle sue uova.

Quello che è più difficile, è la pesca dello storione e soprattutto la raccolta delle uova, è una procedura molto delicata.
Esistono in totale 24 specie differenti di storione, ma sono ben poche invece, quelle da cui si ricava il famoso oro nero. La specie di storione più conosciuta ma anche allo stesso tempo quella più rara, è quella del Beluga.

Le uova dello storione, vengono prelevate soltanto dopo che il pesce padre, è stato tramortito con un colpo al capo.
Da qui inizia la lavorazione delle uova, che vengono pulite, immerse nel sale ed infine si provvede al confezionamento.

Fra i più grandi produttori di caviale troviamo la Russia è l’Iran. In europa, abbiamo invece la Francia, che è al primo posto per la produzione di caviale in allevamento.
Purtroppo, Non tutti possono permettersi questa prelibatezza in quanto ha un costo veramente elevato.
Il caviale proveniente da allevamenti europei, ha un costo che si aggira sui €1440 al kg, mentre quello che si ricava dallo storione sopracitato, il Beluga iraniano, viaggia attorno ai €2100 al kg.

Come vengono mangiato e cucinato il caviale?

La degustazione delle uova di storione , ha una sua tradizione che ne consente di mantenere il sapore. Queste uova vengono adagiate sul ghiaccio e vengono mangiate da sole usando un cucchiaino, purché non d’argento, in quanto il metallo ne potrebbe modificare il sapore al palato punto il cucchiaio ideale è realizzato in madreperla.
Il caviale può essere mangiato in modi diversi, ad esempio in Russia viene gustato assieme alla vodka.

È molto semplice e rapido preparare un piatto di caviale:

  • due punti crostini di pane tostato
  • caviale freddo
  • uova sode
  • panna fresca o burro
  • erba cipollina
  • mezzo limone a capo vodka

La preparazione è molto rapida, occorre spalmare un velo di burro sul pane, porre il caviale, pezzetti di tuorlo di uovo ed albume, erba cipollina ed Appena qualche goccia di limone. Il piatto va accompagnato con della vodka ghiacciata!

Come cucinate voi il caviale? Fatecelo sapere con un commento qui sotto

Pata Negra: ecco perchè è il prosciutto migliore del mondo

In Italia si producono alcuni tra i migliori prosciutti del mondo, ma il più grande di tutti, il più buono in assoluto è spagnolo, conosciuto dal grande pubblico come Pata Negra, il suo nome corretto è Jamón Iberico de Bellota.

Mettiamo da parte il campanilismo italiano, dinanzi a questo prosciutto non ci sono caz.. non ci sono paragoni che tengono, crudo di Parma, S. Daniele, Culatello di Zibello, sono diversi gradini sotto il Jamón Iberico de Bellota.

Prodotto da suini di razza iberica con mantello nero dalla caratteristica unghia dello zoccolo di colore nero, di qui Pata Negra. Da questi suini vengono prodotti diversi tipi di Jamón Iberico, a seconda del tipo di allevamento, alimentazione e stagionatura avranno una denominazione diversa. Quello con la denominazione Jamón Iberico de Bellota è il top.

I maiali le cui zampe posteriori diventeranno Jamón Iberico de Bellota sono allevati allo stato brado nei boschi e si nutrono essenzialmente di ghiande di quercia cadute dagli alberi e di poche altre risorse boschive (al massimo due maiali per ettaro garantisce la giusta quantità di ghiande per ognuno), gran parte del segreto è proprio qui, il resto è dato dalla macellazione fatta in modo da non causare stress per l’animale che innescherebe una serie di reazioni chimiche che comprometterebbero il sapore delle carni, infine, la lunga stagionatura (almeno 24 mesi sino a 48) chiude il cerchio.

Le ghiande di quercia sono ricchissime di acido oleico, la medesima sostanza di cui sono ricche le olive e di conseguenza l’olio extravergine di oliva. L’acido oleico contenuto nelle ghiande di cui sono ghiotti i suini iberici si ritroverà, poi, nel grasso del prosciutto che paradossalmente alla sua natura di grasso animale sarà chimicamente molto simile ad un grasso vegetale, ricco di colesterolo “buono”. La caratteristica concentrazione di acido oleico nel grasso che attornia il prosciutto determinerà, poi, a livello gustativo un’esperienza straordinaria, quel grasso color corallo si scioglie letteralmente in bocca.

Il prosciutto pata negra è un’incomparabile esperienza gusto-olfattiva che difficilmente si riesce a dimenticare, le sue carni di colore rosso intenso hanno un penetrante profumo di erbe di campo, il grasso è attorno alle carni ed alcune sottili fibre sono anche tra il rosso vivo della carne, un grasso straordinariamente sapido, un grasso che fonde letteralmente alla temperatura di 32-33° donando ancora maggiore sapidità al boccone, un sapore intenso, estremamente profondo e lungo, lunghissimo.

Da provare accompagnato con delle ottime bollicine, un’esperienza che manda in paradiso le papille gustative.

Lo sai come si gestisce un ristorante?

In un lungo momento di crisi economica nazionale, un raggio di sole è rappresentato dall’incremento dell’apertura di attività ristorative.

Dati statistici attestano una crescita dell’11% sull’apertura di nuovi ristoranti nell’arco degli ultimi 5 anni.

Nota significativa l’aumento di forze giovani avvicinatesi alla materia culinaria, sia per quanto riguarda la scelta delle scuole alberghiere, sia i cambiamenti dello stile di vita, che hanno portato la gente ad usufruire sempre più dei pasti fuori casa. Proprio per questo stile di vita si ricorre sempre di più agli alimenti preparati da fast food e gastronomie da asporto. In quest’ultimo periodo infatti si è sviluppato il fenomeno dello street food, cioè del cibo di strada.

Nonostante la pressione fiscale italiana sia un deterrente, non bisogna scoraggiarsi, ma affidarsi nelle mani di un buon commercialista, che seguirà per noi tutte le leggi che regolamentano tali attività.

Come gestire un ristorante un software manager

Come gestire un ristorante un software manager

Proprio per superare questo ostacolo, molti si affidano al salvagente delle agevolazioni fiscali, usufruendo così di una percentuale a fondo perduto. La maggior richiesta di tali agevolazioni perviene da parte di imprenditori giovani, donne e agricoltori.
Per attirare l’attenzione della clientela, una delle principali attrazioni ricade sulla scelta dell’arredamento e la cura degli spazi. Proprio per questo motivo, ci si concentra sulla scelta dello stile del locale, facendo maggior attenzione nella cura dei particolari, la selezione dei colori da utilizzare, il comfort dei tavoli e delle sedute e la qualità del servizio offerto. Molto spesso ci si affida nelle mani anche di esperti del design per far in modo che l’aspetto del locale sia di impatto.

Un aspetto importante su tutti, riguarda la qualità del cibo. Molto spesso ci capita infatti di ritrovare nei ristoranti i cosiddetti “Prodotti a km 0”, ossia dal produttore al consumatore. Questo aspetto ci dà alte aspettative riguardanti il locale, in quanto la materia prima con il quale vengono preparate le pietanze è di sana e genuina qualità. Risulta ovvio, quindi, che la scelta della qualità degli alimenti da portare in tavola, è essa stessa una vetrina per l’attività, che non avrà altro che una buona pubblicità e un ottimo passaparola tra la clientela.

Per gestire un ristorante nel migliore dei modi, bisogna essere anche al passo con i tempi, attenendosi quanto più possibile alla richiesta, da parte dei clienti, di prodotti sempre più sani e vicini alle diete che questi seguono. Frequentemente, infatti, ci capita di ritrovare in molti locali menù specifici, tra i quali immancabili ormai sono i menù vegani e vegetariani.
Da non sottovalutare è anche l’attenzione verso alcune intolleranze alimentari, come la celiachia o l’intolleranza al lattosio. Molti locali, per gestire al meglio questa esigenza hanno doppia cucina o doppio forno pizzeria per evitare la contaminazione degli alimenti.
Un altro elemento da non sottovalutare assolutamente riguarda la parte gestionale. In merito a ciò, fortunatamente, la tecnologia ci viene incontro fornendoci degli ottimi strumenti per poter gestire al meglio il nostro locale.

Si tratta di software gestionali, ossia in grado di automatizzare i processi di gestione all’interno dell’azienda, aiutandoci nella gestione del magazzino, della produzione e dell’analisi finanziaria.

In questo modo si può facilmente quantificare la merce presente in magazzino, quella utilizzata per la produzione e quanto si ricava da essa.
Tra i più efficaci software gestionali troviamo Ristomanager. Questo funziona utilizzando una semplice connessione ad internet; ci aiuta nella gestione dei prodotti, quindi il carico e scarico della merce in magazzino; ci aiuta nella gestione dei tavoli, in quanto si possono gestire gli ordini utilizzando un quasiasi tablet Android.

Inoltre, questo consente anche la gestione dei clienti, per l’inserimento facile delle prenotazioni. Tramite l’interfaccia può effettuare gli ordini ed inviarli ai relativi reparti.
Con questo software si ha la possibilità di effettuare backup semplificati. Questo sistema è stato studiato in modo da non perdere i dati conservandoli in delle cartelle nel caso in cui il pc si blocchi, permettendo così all’utente di copiare i file e continuare a lavorare in tutta tranquillità.

Si possono anche consultare le statistiche, per confrontare nei vari periodi l’andamento del locale e filtrare i risultati in base alle esigenze.

Ristomanager è un programma di gestione adatto sia al sistema operativo Wimdows, che al Mac OS-X, e installabile su qualsiasi tablet o smartphone Android.
Può essere scaricato, nella versione gratuita per provare fino a 500 comande, direttamente collegandosi al sito internet www.Ristomanager.it.
Nello stesso sito, si possono trovare anche le altre due versioni a pagamento:

  • Ristomanager Professional, con licenza di un anno, ideale per locali di ristorazione, in quanto si possono collegare fino ad un massimo di 3 palmari contemporaneamente;
  • Ristomanager Advanced, valida per un anno, contenente le funzioni della linea Professional. Questa può collegare a differenza dell’altra versione, un numero di palmare infinito ad un unico PC.

Entrambe le versioni di Ristomanager prevedono l’assistenza gratuita da parte di un tecnico specializzato.