I 10 Migliori Spumanti (metodo classico) Italiani

Mi preme subito sottolineare che la seguente non vuol essere una classifica completa ed esausistiva poichè ho voluto limitarmi a sole 10 etichette, non sono state applicate limitazioni riguardo il prezzo, non è stato tenuto conto del rapporto qualità-prezzo, solo qualità, nè questa vuole essere la bibbia delle bollicine italiane, è soltanto una classifica stilata secondo i miei gusti personali, ovviamente tutto è soggettivo, specie nel mondo del vino e di tutto ciò che solletica il palato.

Se nonostante le doverose premesse, vi interessa comunque consultare la classifica delle 10 migliori bollicine italiane, allora continuate a leggere sereni…

Ovvio (almeno per me lo è) che la gran parte di quelli che costituiscono i migliori spumanti metodo classico italiani sono di provenienza dalla zona della Franciacorta, non potrebbe essere altrimenti, non mancano, però, alcune etichette provenienti da altre zone d’Italia più o meno storicamente vocate alla produzione di bollicine di qualità.

  • Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi Brut, Cà del Bosco – chardonnay, pinot bianco e pinot nero sapientemente mixati danno vita ad uno dei migliori franciacorta. Giallo dorato, attraversato da un perlge finissimo. Elegante e potente su note di pasticceria, nocciole tostate, caffè, agrumi e lunga scia minerale. Opulento, elegante e teso per freschezza e sapidità.
  • Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi Rosé, Cà del Bosco – pinot nero in purezza per una bolla rosè a dir poco straordinaria. Punta di diamante di una delle più importanti aziende della Franciacorta. Basta immergere il naso nel calice per restare rapiti da cotanta eleganza, profondità e complessità aromatica che spazia dal caffè al torrone, passando per nocciole pralinate, gianduja e ciliegie. In bocca è equilibrato, fresco e vivace. Finale molto lungo. 7 anni sui lieviti prima della sboccatura.
  • Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti, Bellavista – Chardonnay e pinot nero per l’etichetta più prestigiosa di Bellavista. Perlage finissimo e continuo. Carattere e potenza aromatica sciorinata in un ampio quadro olfattivo che spazia dai dolci da forno e la frutta secca sino allo zafferano e le mineralità, passando per agrumi canditi e frutta sciroppata. In bocca è perfetto l’equilibrio tra struttura, freschezza e gentile carbonica. Niente da invidiare ai cugini francesi.
  • Franciacorta Satèn, Il Mosnel – ottenuto da uve chardonnay in purezza. Aromaticamente parlando, risulta decisamente complesso. Gli aromi spaziano da profumi di pasticceria a frutta sciroppata per chiudere su lievi sentori minerali. In bocca è cremoso, ricco, morbido, percorso da una carbonica di ottima fattura. Finale minerale discretamente lungo. NB: prezzo decisamente più basso dei sopracitati.
  • Franciacorta Brut Cabochon, Monte Rossa – Classico blend franciacortino chardonnay e pinot nero per quello che è il cavallo di battaglia della storica azienda Monte Rossa. Il colore è un dorato didattico, acceso da un’infinità di minute bollicine. E’ dotato di una stratificazione aromatica composta da bergamotto e pompelmo canditi, frutta secca, miele e pesche sciroppate, coordinati dal misurato contributo del legno. La compagine gustativa è composta da una miriade di ritorni olfattivi, corpo, freschezza e sapidità minerale gli assicurano un lunghissimo futuro. Orgoglio italiano, prezzo più che umano.
  • Franciacorta Brut Rosé Cabochon, Monte Rossa – Chardonnay e pinot nero anche per la versione “colorata” dell’etichetta di punta. Color rame illuminato da un perlage sottilissimo. Ventaglio aromatico di una ampiezza difficilmente replicabile, tostature, torrone, caffè e frutta secca si sposano a più fresche percezioni di agrumi, caramelle ai lamponi e melagrana. Bocca potente ed elegante, spessa nella trama, sapida ma paradossalmente carezzevole. Persistenza segnata da una scia tostata che culmina in ritorni minerali.
  • Hausmannhof Riserva, Haderburg – Chardonnay in purezza, pluripremiato metodo classico italiano. Il suo profumo è talmente ricco, complesso e persistente che risulta difficile descrivere tutte le note che lo compongono e che si susseguono con il passare del tempo. In bocca è secco, di nerbo fine e marcata vivacità. Perlage finissimo e persistente.
  • Trento Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore – 100% chardonnay per il simbolo del metodo classico italiano. Colore oro brillante. Naso di macchia mediterranea, tabacco, mela cotogna, fragranze tostate, yogurt, banana, ananas e finale di note minerali. Morbido, sapido, finale agrumato, lunghissimo. 10 (dieci!) anni sui lieviti. Monumentale.
  • La Dama Forestiera, D’Araprì – montepulciano e pinot nero di Puglia! E chi di voi si immaginava di trovare in questa classifica costituita dai mostri sacri della spumantizzazione di qualità italiana un prodotto made in Puglia? Eppure anche al sud esistono prodotti di altissima qualità come l’etichetta di punta dell’azienda D’Arapri che da decenni si dedica alla produzione esclusiva di spumanti metodo classico, devo dire con risultati di tutto rispetto. Giallo paglierino dai flash verdi e dal minuto perlage. Seduce l’olftto con un ricco bouquet fatto di profumi di nespola matura, more di gelso, resina, profonda mineralità e un pizzico fumé. Di buon corpo attraversato da vivace freschezza e ricca sapidità.

La mia classifica termina qui, orfana della decima etichetta, lascio l’onere a voi di segnalare la vostra bollicina (italiana) preferita, fatevi sotto!

Zacapa X.O. il Rum pregiato numero 1 al Mondo

Zacapa è uno dei rum più famosi al mondo, esistono diverse linee di prodotto che spaziano dai più commerciali al più pregiato, ovvero lo Zacapa X.O. Gran Reserva Especial 25 anni.

Si tratta di una riserva composta dalla miscela di rum, di cui il più invecchiato ha ben 25 anni, venticinque lunghi anni in cui è stato a riposare “tra le nuvole”.

E’ necessario partire dall’inizio, Zacapa è prodotto in Guatemala, precisamente a Quetzaltenango, qui la famiglia Botran fondò l’azienda con l’intento di produrre un prodotto profondamente diverso da quelli dell’epoca quando gli unici rum in giro erano bianchi e nessuno si sognava di far invecchiare il rum. Iniziarono a miscelare rum di diverse annate ottenendo diversi blend che hanno dato vita a diversi prodotti.

Nel 1980 approdò in azienda una giovane Lorena Vazquez, ad oggi una delle uniche 3 donne Master Blander al mondo. Dal suo ingresso i prodotti sono cambiati. Nonostante la giovane età, Lorena ha sin da subito mostrato capacità, fermezza nelle decisioni e una spiccata sensibilità. I prodotti sono generalmente più morbidi e meno ruvidi rispetto al passato, una scelta che le ha dato ragione.

La stragrande maggioranza dei rum sono ottenuti partendo dalla distillazione della melassa, un sottoprodotto della lavorazione dello zucchero, la melassa è un prodotto standard ovunque nasce, le sue caratteristiche non sono inficiate dal luogo in cui nasce.
I rum Zacapa, invece, sono ottenuti partendo dal succo di canna da zucchero che viene fatto fermentare con lieviti di ananas, questo viene detto anche “Miele Vergine”.

A differenza dei rum industriali, lo Zacapa è un rum agricolo, l’azienda cura tutta la fase produttiva a partire dalla coltivazione delle canne da zucchero che avviene in una zona particolarmente vocata essenzialmente dovuta a 2 caratteristiche: il suolo di origine vulcanica e il clima tropicale, ciò determina una altissima concentrazione zuccherina. La qualità della materia determinerà, insieme al metodo di invecchiamento, la complessità ed in generale la qualità del prodotto finito.

Dopo la fermentazione, il succo viene distillato in appositi alambicchi, il prodotto ottenuto viene avviato all’invecchiamento nella celebre “casa sopra le nuvole” costituita da uno stabile a 2333 metri di altezza, al di sotto del quale in un gigantesco labirinto sotterraneo sono custodite migliaia e migliaia di botti all’interno delle quali riposano tutti i Rum Zacapa. Qui l’invecchiamento avviene secondo il metodo Solera, inventato in Spagna oltre 5 secoli fà.

Le botti sono disposte a piramide, in cima viene posto il distillato più giovane e via via scendendo quello più vecchio sino ad arrivare alla base costituita dal rum più vecchio di oltre 25 anni. Ogni qual volta si imbottiglia un prodotto giunto a maturazione, la botte non viene svuotata del tutto, viene ricolmata con  il prodotto contenuto nelle botti ubicate subito sopra in maniera tale da avere una omogeneità nei vari imbottigliamenti mescolando il rum più maturo con quello più giovane.

In base al prodotto che si desidera imbottigliare si partirà con una base diversa, nel caso del più pregiato, lo Zacapa X.O. 25 anni si parte dalla base della piramide, quella che contiene un distillato invecchiato per oltre 25 anni che viene miscelato con rum più giovani.

Oltre che costituire un immagine quasi “mitologica” la casa sopra le nuvole è una scelta ben ponderata dall’azienda al fine di aggiungere un ulteriore aspetto qualitativo al prodotto finale, infatti, le qualità gusto olfattive ampiamente riconosciute ai rum zacapa sono da attribuire oltre che alla qualità della materia prima, anche al metodo di invecchiamento. Nel metodo di invecchiamento rientra sia il sopra descritto metodo Solera ma anche la tipologia di botti utilizzate che nel caso dello X.O., sono botti in cui hanno riposato Cognac importanti, ed infine al luogo in cui l’invecchiamento avviene, infatti, l’altitudine a cui avviene l’invecchiamento permette un lentissimo scambio tra il legno ed il prodotto contenuto che consentirà di ottenere un prodotto estremamente complesso, armonico ed equilibrato. L’invecchiamento ad altitudini “comuni” ne accellera il processo a discapito dell’equilibrio, con prodotti spesso sbilanciati verso una estrema alcolicità.

Zacapa XO è un rum non per tutti, estremamente complesso, da meditazione. Morbido e speziato, spiccano sentori di vaniglia bourbon, mandorla, cuoio, tabacco, ma anche caffè e uva passa. Elegantissimo e profondo dal finale straordinariamente lungo.

Questo Rum può essere gustato liscio o in abbinamento a dolci al cioccolato, maron glacès o una ottima barretta di Cioccolato di Modica Bio extra 75% dal gusto estremamente inteso e amarognolo (per veri intenditori) o un Cioccolato di Modica Bio alla Vaniglia.

Girelle di Crêpe con Ricotta, Spinaci e Jamón Ibérico de Bellota

Vi abbiamo già parlato qui del prosciutto spagnolo, noto e volgarmente detto Pata Negra, ma che in realtà si chiama Jamón Ibérico.  Vi abbiamo parlato delle sue caratteristiche, della sua intensità e complessità aromatica, della sua dolcezza e scioglievolezza in bocca.

Non vi abbiamo detto, però che uno dei prosciutti più pregiati al mondo, lo Jamón Ibérico de Bellota non solo è ottimo da gustare da solo o con un buon crostone di pane, ma si presta benissimo anche in cucina, per la preparazione di piatti semplici (antipasti, tapas, ecc) ma anche piatti elaborati.

Oggi vi propongo la ricetta di un antipasto semplice ma, al contempo raffinato, dato che accanto ad ingredienti di facile reperibilità ho accostato proprio lo Jamón Ibérico de Bellota.  Si tratta di un girelle di crêpe con ricotta e spinaci, due ingredienti tendenzialmente dolci che ben si sposano con la sapidità (mai troppo pronunciata) dello Jamón Ibérico de Bellota.  Ottimi da presentare come antipasto.

 

Faccio una premessa.  Vi darò la ricetta per 3 rotoli di crêpe ripieni anche se le dosi della pastella sono per circa 6-7 crêpes da 20 cm: io sono solita farne sempre qualcuna in più nel caso qualcuna si dovesse rompere in fase di preparazione.

Ingredienti:

Per le crêpes (per 6-7 crêpes):
130 g di Farina 00
375 g di latte
3 uova
un pizzico di sale

Per il Ripieno:
1 Kg di Spinaci
500 g di Ricotta
150 g di Jamón Ibérico de Bellota
sale e pepe

Procedimento:

Mondate e lavate gli spinaci, poi lessateli in acqua salata sino a quando saranno appassiti. Strizzateli per bene e lasciate raffreddare.  Passateli per qualche secondo nel frullatore per spezzettarli lievemente in modo tale che si andranno ad amalgamare meglio con la ricotta.

Preparate ora la pastella per le crêpes.  In una ciotola unite la farina setacciata con un pizzico di sale e versate a filo il latte mescolando ripetutamente, per evitare la formazione di grumi.   Sbattete le uova e versatele nell’impasto mescolando sino a raggiungere una pastella omogenea.  Lasciate riposare la pastella per circa 30 minuti in un luogo fresco ricoperta da un canovaccio pulito.

Nel frattempo, schiacciate la ricotta con una forchetta ed unitela agli spinaci.  Amalgamate per bene ed aggiustate di sale e pepe.

Trascorsi i 30 minuti di riposo della pastella, riscaldate la crepiera.  Versate un mestolo al centro della crepiera e roteatela per distribuire l’impasto su tutta la base.  Fate dorare per un paio di minuti (vi accorgerete che un lato è cotto quando si inizierà a distaccare dalla crepiera) e poi girate la crêpe servendovi di una spatola a punta tonda.  Fate dorare per altri due minuti.  Ripetete l’operazione sino a quando avrete terminato tutta la pastella.

E’ il momento della farcia.  Sulla crêpe distribuite pima delle fette di Jamón Ibérico de Bellota, poi uno strato da circa 6-7 mm di ricotta e spinaci.   Arrotolate la crêpe su se stessa sino a formare un salsicciotto, poi avvolgetelo ben stretto nella pellicola e fate rassodare in freezer per circa mezz’ora, per agevolare poi il taglio.

Al momento di servire, tagliate prima le punte e poi a fette di circa 1-1,5cm.  Servite su un piatto da portata con alcune fette di Jamón Ibérico de Bellota.